Sotto la definizione di "Schola fiorentina" si raggruppano sei musicisti, amici e colleghi, che operarono negli anni Quaranta-Cinquanta del secolo scorso, accomunati, come si può facilmente intuire, dall'aver operato a Firenze in quel periodo: Sylvano Bussotti, Reginald Smith Brindle, Alvaro Company, Bruno Bartolozzi, Carlo Prosperi e Arrigo Benvenuti.
Il termine, istituzionalizzato nel 1954, è rimasto in uso per indicare il gruppo di compositori che avevano come scopo principale l'approfondimento della musica contemporanea e che si rifacevano alla Dodecafonia, avendo per "faro" la figura di Luigi Dallapiccola, la cui attività fu fondamentale per inserire Firenze nel grande giro musicale europeo. Non si trattò di una "scuola" vera e propria, ma piuttosto di un'associazione, fonte di idee e di scambi culturali fra musicisti particolarmente attenti ai nuovi sviluppi del Novecento in musica: niente di particolarmente "organizzato" che possa far pensare ad analogie ad esempio con il gruppo dei Sei, che fu un autentico sodalizio, anzi ciascuno dei musicisti fiorentini resta con una sua spiccata peculiarità assai personale, pur all'interno di una formazione comune alla "scuola" di Dallapiccola.
Attorno ai sei musicisti era l'ambiente fervido della Firenze musicale degli anni Cinquanta-Sessanta, con i personaggi dell'ambito artistico-musicale che vi gravitavano attorno, con i consueti problemi per far eseguire ed accettare la musica contemporanea, con le amicizie e con le relazioni di loro con altri musicisti d'Italia e d'Europa. È indubbio che Firenze in quel periodo fosse culturalmente assai più viva di oggi, con istituzioni musicali che funzionavano e con spiriti liberi che vi operavano in un continuo scambio, e soprattutto con l'occhio attento agli stimoli di ciò che avveniva attorno a loro in ambito nazionale e non solo nazionale.
Un fervore cui dette il suo importante contributo certamente anche la Schola fiorentina, prima che per le più varie motivazioni questa fiammella si spegnesse: la scomparsa progressiva di alcuni musicisti, il trasferimento di altri in altre città e così via.
L'autore Paolo Somigli ne analizza con proprietà ed affetto le vicende, avvalendosi anche di una gran messe di documenti d'archivio, lettere, foto d'epoca e documentazione di prima mano, ed inoltre dedica un capitolo alla cronologia delle opere dei sei autori. Il volume della Nardini Editore si presenta in bella veste editoriale; nel CD allegato al volume sono riprodotti alcuni brani di ciascuno dei sei compositori, ottimamente eseguiti da vari musicisti particolarmente versati nell'esecuzione di musiche contemporanee.
Fabio Bardelli