Milano e La Scala: un binomio inscindibile fino dalla nascita del teatro, del quale questo elegante volume a cura di Vittoria Crespi Morbio ripercorre la storia nel periodo napoleonico dal 1796 al 1814. Gli illuminanti contributi scritti sono, oltre a quello della curatrice, anche di Alain Pillepich e di Matteo Collura.
L'ingresso di Napoleone a Milano segnò certo un punto di svolta per la città, per la sua cultura, per la sua vita mondana, per gli spettacoli, per quel tanto di nuovo e di "francese" il Corso vi portò.
L'analisi dettagliata che troviamo in questo volume ci porta a conoscere da vicino l'ambiente napoleonico all'interno del quale si inseriscono le fastose produzioni scaligere del tempo, i personaggi che gravitavano attorno a Napoleone, l'ambiente aristocratico e politico-militare che lo circondava e che in quel periodo invase Milano. Del tutto in linea con questa "grandeur" fu l'attività scaligera e il dipanarsi dei suoi eventi artistici, con produzioni operistiche e di balletto le cui locandine riportano nomi passati ormai alla storia.
Ma "La Scala di Napoleone" è soprattutto un volume da sfogliare. L'ultima sezione (che corrisponde a circa due terzi dello stesso) è infatti occupata da una ricchissima iconografia, splendidamente riprodotta: si va da stampe e disegni a quadri e bozzetti, di ampiezza e varietà tali da permetterci di godere visivamente di un compendio assai esauriente delle novità e del clima "francese" che caratterizzò Milano e la Scala in quegli anni.
Davvero bellissma la veste editoriale, secondo i consueti dettami della Casa Editrice Allemandi: un volume di classe veramente da consigliare.
Fabio Bardelli