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Giovanni Bottesini (1821-1889) |
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Titolo del CD |
Opere per Contrabbasso e Pianoforte |
| contrabbasso | Francesco Siragusa |
| pianoforte | Roberto Paruzzo |
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Mélodie (romanza Patetica) |
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Introduzione e Bolero |
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Elegia In Re e Tarantella |
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Grande Allegro alla Mendelssohn |
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Fantasia Sulla "sonnanbula" di Bellini |
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Introduzione Tema e Variazioni Sul "carnevale di Venezia" |
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1 CD Concerto |
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CD 2004 |
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Fantasia Sulla "lucia di Lammermoor" di Donizetti |
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Fantasia Sulla "beatrice di Tenda" di Bellini |
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"nel Cor Più Non Mi Sento", Tema e Variazioni Sull'aria di Paisiello Op.23 |
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Romanza Drammatica (elegia) Op.20 |
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Introduzione e Gavotta |
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Capriccio di Bravura |
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Rêverie |
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Allegretto-capriccio |
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Melodia |
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1 Cd Concerto |
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Cd 2051 |
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Questi due interessanti CD della Concerto, in un certo senso complementari, ci permettono di spaziare sulle composizioni di Giovanni Bottesini per il "suo" strumento, il contrabbasso, del quale fu un virtuoso paragonato a quello che fu Paganini per il violino. Bottesini fu anche apprezzato compositore e direttore d'orchestra, ed è passato alla storia in quest'ultima veste se non altro in quanto diresse la prima di Aida al Cairo nel 1871.
L'epoca in cui visse ed operò fu quella felicissima dei decenni a cavallo degli anni Cinquanta dell'Ottocento: da alcuni dei titoli dei brani presentati nei due CD si intuisce come quasi tutto in Italia (musicalmente parlando) ruotasse attorno all'opera, che era l'interesse primario del fruitore di musica. Da qui l'esigenza, visto che ancora il disco non esisteva, di ripercorrere per gli spettatori dei concerti musiche ed arie, in genere di facile fruibilità, già ascoltate nelle opere che erano in voga nel momento; come pure di scrivere Variazioni su temi operistici allora popolari. Le "Fantasie" (oggi si direbbe medley), in genere la ripetizione di una o più frasi delle principali arie di un'opera legate fra loro spesso in maniera abbastanza elementare, permettevano anche allora di godere di melodie accattivanti per l'orecchio: senza il disco, le trascrizioni per i più svariati strumenti e le "fantasie da opere" erano le maniere più immediate per riproporre in concerto o nelle serate fra amici note pagine operistiche.
Invece le Variazioni sul Carnevale di Venezia e su Nel cor più non mi sento hanno una loro più precipua ragione di essere, legata sì alle caratteristiche tecniche dello strumento, che venivano ovviamente esaltate, ma non disgiunta da una qualche valenza musicale intrinseca (all'interno della forma-variazione) unita ad una epidermica gradevolezza. L'autore nei vari brani sfrutta al massimo le possibilità tecniche dello strumento, anche se bisogna notare che nelle sezioni più alte del pentagramma il suono del contrabbasso appare talvolta sforzato e poco naturale, oltre che di molto difficile gestione da parte dello strumentista.
Quando Bottesini non si ispira dichiaratamente al melodramma, c'è sempre tuttavia nell'aria un qualcosa di piacevolmente salottiero nelle sue composizioni, siano essere chiamate Capriccio, Romanza o Melodia. E soprattutto, grazie alle sue innovazioni ed ai suoi studi di tecnica, con lui il mastodonte dell'orchestra "canta": da pigro sottofondo per le armonie viene nobilitato a strumento solista, capace non solo di meraviglie tecniche ma anche di insospettate capacità espressive.
È questo il ruolo del contrabbasso nei due CD della Concerto, ove Francesco Siragusa (musicista di rango e di grandi benemerenze professionali) dà il meglio di sé dipanando la densa scrittura bottesiniana fino a rendere apparentemente facili dei brani che in realtà per lo strumentista non lo sono affatto. Il solista si trova a suo agio sia nei momenti in cui si richiedono doti di grande tecnica che in quelli dove il cantabile (sia esso dichiaratamente belliniano oppure di ascendenza vagamente "lirica", o quanto meno "vocale") la fa da padrone, cosa che può apparire sorprendente a chi conosca poco le possibilità espressive del contrabbasso.
Sempre sicura e puntuale la collaborazione del pianista Roberto Paruzzo. Ottima la registrazione e veste editoriale elegante dei due CD presi in esame.
Fabio Bardelli