

Alberto Cupido ha festeggiato il 35° anno di carriera a Tokyo con concerto nel quale ha cantato molti brani tratti dal suo vastissimo repertorio.
Ha aperto la serata, scaldandosi la voce con la musica da camera: "Vaghissima sembianza" di Stefano Donaudi, le canzoni di Francesco Paolo Tosti "Malia" e "L'ultima canzone", oltre alla raffinata "Allerseelen" di R.Strauss naturalmente cantata in tedesco.
Quindi è passato alle romanze tratte dalle opere che hanno caratterizzato soprattutto la prima parte della sua carriera: dal Werther, "Pourquoi me réveiller…" e da Roméo et Juliette la difficilissima "Ah! léve toi soleil".
Nella seconda parte del recital, Cupido ha affrontato due impegnative arie del repertorio verista: "Amor, ti vieta" e "Ch' ella mi creda" per poi portare un ampio contributo alla celebre canzone napoletana cantando la donizettiana "Me voglio fa' na casa" e proseguendo con alcuni classici quali: "I'te vurria vasà!", "Torna Surriento" ,"Passione" e "Core 'n grato".
Va detto che la voce del célèbre tenore genovese oltre ad esserci parsa ancora sana e fresca ha mantenuto intatto il consueto bellissimo colore.
Il pubblico giapponese gli ha tributato calorosi applausi dopo ogni brano, sino a riservargli un’autentica ovazione al termine dell’ultimo pezzo previsto da programma.
Quindi, visto le interminabili richieste di bis, Cupido ha cantato ancora tre pezzi: “L’anima ho stanca”, "Tu ca nun chiagne" e "O sole mio".
James Vaughan pianista accompagnatore che da anni collabora con il Teatro alla Scala ha sostenuto perfettamente il canto di Alberto Cupido.
Redazione