Lo scorso 28 febbraio la Camerata Strumentale Città di Prato ha festeggiato i suoi primi dieci anni di attività. Nata da una proposta di Riccardo Muti, subito raccolta e messa a frutto con entusiasmo dalle principali istituzioni pratesi in un ideale clima di collaborazione tra enti pubblici e impresa, l’orchestra debuttò il 28 Febbraio 1998. Sul podio il direttore musicale Alessandro Pinzauti per un programma che nel segno dei classici proponendo musiche di Haydn e Mozart. Da allora oltre 300 concerti, celebri ospiti internazionali e un grande impegno nella formazione del pubblico con oltre 25.000 studenti coinvolti. Quel concerto segnò l’inizio di un percorso di crescita per l’orchestra e una nuova prospettiva culturale per la stessa città di Prato.
Per il concerto del decennale, accanto alla Camerata il Trio Petrarca, recente formazione cameristica fondata nel 2006 con Alberto Bologni al violino, Vittorio Ceccanti al violoncello e Giuseppe Bruno al pianoforte. Sul podio, come dieci anni fa, il direttore Alessandro Pinzauti.
In apertura di programma il concerto per violino, violoncello, pianoforte e orchestra, Op. 56 di Beethoven, in cui ha modo di emergere in particolare il violoncello di Vittorio Ceccanti a cui è demandata una parte solistica particolarmente impegnativa. La seconda parte della serata si è aperta con la prima esecuzione assoluta di “Destinatario sconosciuto” di Michele Dall’Ongaro, nuova commissione dell’orchestra e che divide col concerto beethoveniano lo stesso organico strumentale. A seguire l’ouverture Meerestille und Gluckliche Fahrt (Calma di mare e felice viaggio) di Mendelssohn, una delle quattro ouverture da concerto composte dal compositore anseatico ispirate a due liriche di Goethe. Brano di estrema suggestione, concertato con finezza da Alessandro Pinzauti e reso in modo impeccabile dall’orchestra. In chiusura di serata la celeberrima ouverture Leonora III di Beethoven, composta nel 1806 per la ripresa viennese del Fidelio, degno e celebrativo suggello concertato con piglio deciso ed irruento nel quale si è potuto apprezzare la grande maturità musicale e strumentale conquistata dall’orchestra pratese.
Edoardo Saccenti