Ton Koopman e i suoi complessi, l’Amsterdam Baroque Orchestra e l’Amsterdam Baroque Choir, hanno inaugurato la stagione dei 2008/2009 dei Concerti della Scuola Normale Superiore di Pisa. Luogo scelto per questo evento la cinquecentesca chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri, e pochi altri luoghi a avrebbero potuto essere più adatti: sotto le bandiere ed i fanali strappati all’ammiraglia di Alì Pascià e alle navi corsare turche ed esposti come trofei a maggior gloria della fede e degli uomini, i complessi olandesi hanno eseguito la Messa in si minore di Bach, uno dei più grandi inni mai innalzati al nome di Dio.
Ton Koopman non necessita certo di presentazioni, e sicuramente non sono andate disattese le aspettative del numeroso pubblico presente. Difficilmente perfettibili gli strumentisti dell’Amsterdam Baroque Orchestra e meritano un plauso il primo violino Catherine Manson impegnata nel difficile assolo del Laudamus Te e la prima tromba Stephen Keavy che ha dato prova di uno spolvero virtuosistico davvero formidabile. Ottimo anche il coro, forse un po’ troppo poco numeroso per il Sanctus, dove la scrittura vocale si divide a sei e otto voci e al quale manca forse, nell’insieme, una maggior scavo del testo cantato. Molto affiatato il quartetto dei solisti con una punta di eccellenza nel mezzosoprano svizzero Marie-Claude Chappuis che si è particolarmente distinta per caratura vocale ed intensità di fraseggio nelle due arie a lei riservate. Resta da dire della direzione di Ton Koopman la quale, a mio avviso, convince ma non avvince. Si esce ammirati per la perizia tecnica, per il dettaglio con cui sono concertati i grandi episodi corali e le aree solistiche ed in generale per il perfetto equilibrio fra forma e struttura a parte il Kyrie iniziale, un po’ troppo erratico nella condotta del discorso musicale. Si sarebbe desiderato in alcuni punti (e mi riferisco a passi quali la seconda entrata del tema della fuga, condotta da bassi e strumenti gravi dell’orchestra) un maggiore spessore sonoro che però un organico ridotto su strumenti originali non sempre può fornire.
Edoardo Saccenti