Giacomo Puccini nacque a Lucca il 22 dicembre 1858 in una casa del centro, a pochi passi da Piazza San Michele, uno dei cuori pulsanti della città. La sua era una famiglia di storici musicisti lucchesi, tutti maestri di cappella nel Duomo di Lucca da alcune generazioni.
Il compositore, portato in varie parti del mondo dalla sua attività e dalle vicende della vita, restò sempre molto legato alla sua casa, alla città di origine e alla Toscana; soggiornò in alcuni periodi a Viareggio e in altre località vicine, fra le quali Torre del Lago, ove ebbe una villa sulle rive del lago di Massaciuccoli, luogo abituale per le sue battute di caccia.
Dopo molti anni di abbandono, un importante restauro ha arricchito la città di Lucca del Museo ricavato dalla casa natale del musicista in Corte San Lorenzo, un appartamento al secondo piano nel quale il giovane Puccini trascorse anche gli anni della sua prima formazione musicale prima di partire per Milano. Le stanze sono state sistemate cercando di ricreare il più da vicino possibile l'atmosfera ed il gusto originale, con mobili autentici appartenuti alla famiglia Puccini, oggetti, preziose partiture, lettere e biglietti autografi. Alle pareti ci accolgono ritratti di famiglia, nelle vetrine autografi musicali, onorificenze, fotografie ed altri cimeli preziosi.
L'atmosfera della soffitta della casa di Puccini è proprio quella che possiamo immaginare nel primo atto della Bohéme, con la differenza che invece dei tetti di Parigi dalle finestre si vedono i tetti rossi di Lucca, mentre il pianoforte (recentemente restaurato ed utilizzato per il concerto inaugurale dal pianista Michele Campanella) su cui il musicista ha composto buona parte della Turandot troneggia in una sala. Si tratta di uno Steinway & Sons che Puccini stesso scelse e acquistò nel 1901. Impressiona il costume di Turandot utilizzato per "prima" americana dell'opera e utilizzato da Maria Jeritza, che è stato donato al Museo.
Ogni sala, ogni vetrinetta parla del musicista: e ci sembra quasi di averlo tra noi, uomo di mondo, elegantissimo, che con fare sornione ci accompagna nella visita.
Fabio Bardelli