Parrocchia Angeli Custodi - Si inseguono gli stili musicali tra Sei e Settecento e si apre il panorama su tutta Europa ascoltando il concerto ben impaginato da Fabio Bonizzoni sull’organo Mascioni della Parrocchia Angeli Custodi di Milano. Un organo recente, della fine anni Settanta, dai registri ben equilibrati e dalla sonorità asciutta, argentea, cristallina che permette però di sprofondare nel rigore nordico di Buxtehude, gioire nelle giocosità di Corrette, ampliare lo sguardo sulla produzione di Pachelbel, sino al compendio di tutti gli stili operato dal genio di Bach.
Se in Buxtehude si può ammirare la perfetta costruzione e la tensione nella ricerca virtuosistica variata, con Corrette il gioco sulla tastiera si fa più sereno, scherzoso quasi, volto all’utilizzo di timbri diversi e ai ritmi ad essi combinati. Pachelbel, nel medesimo periodi di Buxtehude, volge la sua attenzione sia allo stile italiano, che a quello francese, innestato sempre sulla base tedesca. Bach infine, pur nell’ammirazione per Buxtehude stesso, ingloba nel suo linguaggio personale ed unico, ogni influsso europeo, plasmato secondo la propria sensibilità sulla tastiera così da ergere quelle cattedrali sonore che ben conosciamo.
Fabio Bonizzoni scorre lo spartito con una naturalezza disarmante, ogni nota ha un peso specifico naturalmente collegato all’altra. Tutti i rapporti interni tra le frasi musicali sono resi nella maniera più chiara possibile senza dimenticare la struttura generale. Esalta le sonorità, impasta i timbri riuscendo a mantenerli intatti nella loro singolarità. Il gioco virtuosistico è reso col gusto proprio dell’invenzione musicale, quasi fosse improvvisazione. Al termine dell’applauditissimo concerto un bis da Buxtehude ha concluso serenamente la serata.
Emanuele Amoroso