Il contraltista vicentino Nicola Marchesini che ha eseguito l’aria “Or la tromba in suon festante” dal Rinaldo di Händel si è aggiudicato il primo premio al Concorso Internazione “Tito Schipa” per giovani cantanti lirici di Lecce conclusosi, dopo quattro giorni di selezioni e la partecipazione di 61 candidati provenienti da ogni parte del mondo, ieri sera nella splendida cornice del Teatro Politeama Greco dove il giovane cantante nel 2003 aveva cantato il ruolo di Goffredo proprio nell’opera händeliana. Marchesini si è aggiudicato anche un premio in denaro di cinquemila euro.
Otto italiani, una russa e una coreana si sono cimentati in questa kermesse conclusiva supportati dall’Orchestra della Fondazione I.C.O. “Tito Schipa” di Lecce che si è ritagliata, sotto la direzione del maestro Filippo Zigante, tre segmenti sinfonici eseguendo la Sinfonia della Norma di Bellini, l’Intermezzo della Cavalleria rusticana di Mascagni e la Sinfonia del Nabucco di Verdi.
Il concorso, sin dalla sua istituzione nel 1984 ad opera della locale Associazione Amici della Lirica intitolata al grande tenore leccese, ha sempre avuto l’intento di tenerne viva la memoria nella sua terra natale anche se a tutt’oggi non si riesce a dare, logisticamente parlando, una sede al museo di cimeli schipiani, e quello di agevolare l’ingresso di giovani talenti nel panorama artistico internazionale. Ma la competizione, che pure ha dovuto fare i conti con la mancata assegnazione del contributo ministeriale facendo leva esclusivamente sulla determinazione del sodalizio, degli enti locali e di alcuni sponsor, ha avuto in passato anche un momento di grande visibilità quando nel 1990 ci fu l’abbinamento con la Lotteria Italia. Un concorso dal quale son venute fuori, è il caso di ricordalo, voci come quelle di Giuseppe Sabbatini (1986), Fabio Armiliato (1986), Fabio Sartori (1996).
A giudicare i candidati provenienti da ogni parte del mondo una giuria composta dal maestro Sergio Segalini (Presidente) Direttore Artistico del Festival della Valle d’Itria, Roberto De Candia (Baritono), Josef Hussek (Direttore Artistico della Staatoper di Amburgo), Maurilio Manca (Direttore Artistico del Concorso), Donatella Failoni (Segretario Artistico del Teatro di Debrecen dove il concorso a partire dalla prossima edizione sarà esportato), Giandomenico Vaccari (Sovrintendente della Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari), Filippo Zigante (Direttore Artistico della Stagione Lirica del Politeama Greco).
Secondo premio ex aequo (duemila euro diviso in parti uguali) è stato attribuito al mezzosoprano coreano Suyoung Kim che si è cimentata nell’aria di Eboli dal Don Carlo di Verdi “O don fatale”e al baritono italiano Costantino Finucci interprete di “Vision fugitive” dall’Herodiade di Massenet. Finucci, tra l’altro, aveva interpretato la scorsa estate al Festival della Valle d’Itria il ruolo di Jochanaan nella Salomè di Strauss. Il terzo premio (mille euro) è stato assegnato al mezzosoprano leccese Francesca De Giorni che si è cimentata nell’aria di Rosina dal Barbiere di Siviglia di Rossini “Una voce poco fa”.
Per la prima volta nella storia del concorso è stato istituito anche un Premio della critica, limitato alla sola serata finale, assegnato da una giuria composta da critici musicali (Nicola Sbisà, Dino Foresio, Nunzio Longo Eraldo Martucci, Francesco Mazzotta) che all’unanimità ha deciso di conferire il premio al mezzosoprano coreano Suyoung Kim.
Gli altri sei finalisi erano il soprano russo Ekaterina Bakavova, il tenore Dionigi D’Ostuni, il baritono Francesco Landolfi, il tenore Giuseppe Talamo, il baritono Felice Tenneriello e il mezzosoprano Valeria Tornatore ricompensati con diplomi di partecipazione.
Dino Foresio