Signore e Signori,
il momento difficile del Teatro lirico italiano non può prescindere da scelte chiare e coraggiose tenuta ben presente anche la cupa depressione economica esistente sul piano mondiale e nazionale.
La mia vita al servizio dei Teatri d’Opera del mio Paese è stata sempre tesa al migliore perseguimento dei loro fini istituzionali, d’interesse pubblico, con tre obiettivi specifici. Il primo: trasparenza ed efficienza gestionale, garantendo che i costi non superassero i ricavi; il secondo: la piena consapevolezza che il personale stabile del Teatro - come ci ha insegnato il Maestro Arturo Toscanini - rappresenta il punto di più alto riferimento ai fini delle realizzazioni d’opera, di balletti o di concerti del Teatro, nonché la migliore garanzia per la qualità delle produzioni con i loro interpreti ed esecutori.
Per questo ho sempre sostenuto che nel Teatro d’Opera il costo del personale anche se raggiunge o supera il 70% del suo totale è il costo del prodotto che viene offerto al pubblico e, pertanto, anziché sostenere i costi variabili appaltando servizi all’esterno, ho sempre ritenuto più opportuno mantenere il “raggio di luce” alle specializzazioni artistiche e tecniche dei nostri Teatri che ancora ci sono invidiate in tutto il mondo. Il terzo: l’attenzione massima verso il pubblico, considerato come partner del Teatro e non come mero cliente e soggetto d’istituto essenziale per il suo sostegno anche in questo nuovo secolo che stiamo vivendo.
Passiamo ora al tema del Commissariamento del Teatro dell’Opera di Roma, che ritengo privo di fondamento giuridico. Esso si fa risalire a lettera del Sindaco di Roma del 23 febbraio u.s. Lettera non concordata né con l’Organo volitivo - che è il Consiglio di Amministrazione - né con l’Organo operativo rappresentato dal Sovrintendente.
La particolare situazione patrimoniale e quella economico-finanziaria dell’Opera di Roma, per quanto concerne l’aspetto del c.d. MOL “margine operativo lordo”, è stata sempre chiaramente evidenziata dal Sovrintendente nei bilanci di esercizio dal 2000 al 2007, nonché nel bilancio previsionale 2008 approvato il 31 gennaio 2008 con proiezioni per il 2009 e il 2010.
Tale particolare situazione è stata sempre evidenziata anche nelle relazioni del Collegio dei Revisori dei Conti e della Società che ho sempre chiamato a certificare la regolarità della gestione.
I Presidenti che si sono succeduti, i Sindaci Rutelli, Veltroni ed Alemanno ed i componenti il Consiglio di Amministrazione, cui compete fissare le linee di indirizzo ed approvare i programmi di attività presentati dal Sovrintendente, ne sono stati sempre ben consapevoli.
Al riguardo, è sufficiente esaminare le relazioni ai bilanci di esercizio di ciascun anno, dalla trasformazione dell’Opera di Roma da ente pubblico non economico a Fondazione di natura privata.
Pure l’attuale Sindaco di Roma, Alemanno, quindi, conosceva molto bene gli aspetti del deficit strutturale. Tali aspetti, tra l’altro, gli erano stati da me illustrati anche quando, in campagna elettorale, visitò l’ufficio del Sovrintendente del Teatro incontrando, poi, il personale dipendente.
La presentazione del cartellone 2009, avvenuta in Campidoglio lo scorso settembre, è stata effettuata nella piena consapevolezza della necessità di ricercare subito maggiori contributi pubblici e/o privati, a sostegno del relativo progetto artistico, approvato a voti unanimi da tutto il Consiglio di Amministrazione e che sta ottenendo successi di pubblico e di critica.
Il giorno 5 febbraio scorso, mi è stata fatta richiesta, da parte del Sindaco, di presentargli le dimissioni ai fini di un anticipato avvicendamento al vertice del Teatro. Il giorno successivo ho confermato la mia disponibilità al riguardo con lettera protocollata, inviata al Sindaco ed ai Consiglieri, che si concludeva con il solito spirito di totale servizio verso l’Istituzione, che ho guidato dal 1999.
Tale disponibilità, riconfermata anche all’Ass. Croppi, in un incontro successivo avvenuto nel mio ufficio, contenente una proposta di cessazione dall’incarico con effetto 30 aprile 2009, non è stata considerata.
Si è ritenuto, così, di realizzare un disegno per il Commissariamento del Teatro. Il provvedimento, come sottolineano i comunicati di ieri, del Ministero vigilante, si è reso necessario, tra l’altro, “a causa della mancata approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione del bilancio consuntivo 2008 e del bilancio preventivo 2009 nonché per le allarmanti previsioni riguardanti le perdite finanziarie del biennio”.
Vi riporto, i risultati dei bilanci dell’Opera di Roma, dal 2000 al 2007 con l’andamento delle principali voci di ricavi e di costi:

Il Teatro dell’Opera di Roma, come nessun’altra fondazione lirica in Italia, può vantare pareggio di bilancio per sette anni ed un risultato comunque positivo per € 2.504.000.
Ricordo che i bilanci di esercizio dell’Opera di Roma, anche l’ultimo quello del 2007 , sono sempre stati inviati all’esame della Commissione per l’Oscar di Bilancio e della Comunicazione non profit, di cui possiamo vantare l’Oscar ricevuto nell’anno 2001.
Vi riporto anche i dati del bilancio previsionale 2008, per quanto riguarda il FUS, debitamente approvato il 31 gennaio 2008 con le proiezioni per il 2009.
Per il 2008, l’Opera di Roma ha subito il taglio del FUS, deciso nel giugno 2008, da € 26.049.000 ad € 23.330.718 con una riduzione di € 2.718.283. Inoltre, è stato pure accantonato e poi eliminato, l’importo di € 623.111 previsto ai sensi dell’art. 6 della Legge 800/1967. Inoltre, la previsione di un quarto socio fondatore non è stata portata a termine.
Per il 2009, la previsione del bilancio, sempre secondo la Legge Finanziaria 2008, era pari ad € 29.062.000 contro la nuova previsione che teneva conto delle promesse del Ministro Bondi per un contributo 2009 pari a quello del 2008 di € 23.330.718. Il taglio dell’art. 6 Legge n. 800/1967, è stato superiore a quello del 2008 ed è pari ad oltre € 1.200.000.
Consentitemi di chiarire, ora, la situazione del bilancio di esercizio 2008 che dovrà essere approvato entro il 30 giugno del 2009.
Nella mia relazione al Consiglio di Amministrazione, avente per oggetto “Report pre-consuntivo 2008”, comunicavo il risultato di un deficit di € 4.409.000 che suggerivo di coprire con l’importo di € 3.249.643 riscosso durante il 2008 a titolo di ricapitalizzazione ai sensi della Legge n. 244/2007, nonché dalla quota residua del contributo del Comune di Roma di € 1.500.000 destinata a spese di manutenzione.
Nel contempo, al Sindaco Presidente, come fatto dai Sindaci di altre città sedi di Fondazioni lirico-sinfoniche, avevo richiesto di sottoporre all’approvazione del Consiglio Comunale la concessione in proprietà del Teatro Nazionale per iniziare a risolvere il problema del patrimonio indisponibile del Teatro, insieme alla revisione del “Piano di risanamento” trasmesso al Ministero.
Ciò avrebbe reso non fondata, a mio parere, l’indicazione del Ministero Vigilante di voler recuperare l’importo di cui alla Legge n. 244/2007 sopra indicato.
Per quanto concerne il bilancio previsionale dell’esercizio 2009, nell’ultima riunione del Consiglio di Amministrazione del 31 marzo scorso, in particolare, sulla base di modificazioni al programma di attività collaterale previsto al Teatro Nazionale, avevo indicato la riduzione del presunto deficit di esercizio da € 8491.000, causato dal taglio del FUS, ad € 4.991.000.
Tenuta presente la disponibilità espressa dal Sindaco di poter far deliberare un contributo straordinario di € 1.000.000, nonché la disponibilità della Regione Lazio di fare altrettanto e quella indicata da un Consigliere di Amministrazione di acquisizione di risorse da parte di sponsor privati, stimate in € 500.000, il deficit residuo di € 2.491.000 poteva trovare copertura tenendo in sospeso l’attività dell’ultimo trimestre 2009 fino al 30 giugno 2009, al fine di verificare quali interventi straordinari si sarebbero potuti adottare per assicurare il pareggio di bilancio e la completa attività del Teatro.
Pertanto, il bilancio previsionale poteva essere già approvato il 31 marzo facendo, fra l’altro, acquisire al Teatro la prima rata del contributo dello Stato 2009 di importo superiore ad € 7.000.000 e riducendo così l’esposizione finanziaria in essere con il tesoriere.
Il Ministero Vigilante, malgrado la richiesta di sospensione avanzata dal Presidente, per conto del Consiglio di Amministrazione, ha inteso seguire la via del Commissariamento.
Penso che dopo aver dato le dimissioni dalla Vice Presidenza dell’ANFOLS, in disaccordo con le decisioni della stessa Associazione e di aver criticato più volte le decisioni della dirigenza ministeriale su provvedimenti regolamentari e su proposte legislative riguardanti il settore - tese, a mio parere, a degradare il mondo dell’Opera e della Danza del nostro Paese - la mia attività e la mia esperienza professionale siano state considerate nelle stanze del potere un “disturbo” da eliminare.
Nei miei studi, nei miei articoli e negli interventi nei vari convegni, ho sempre suggerito un percorso di chiarezza, attraverso gestioni autonome e responsabili, garantendo la copertura dei costi del personale per la parte relativa ai contratti collettivi nazionali e liberando lo Stato da successive corresponsabilità finanziarie, dirette o indirette, al di là dei limiti e dei modi di erogazione della sovvenzione stabilita per legge.
Fatemi ricordare le parole di Ingeborg Bachmann che ha scritto “è un errore molto grande quello di credere che si venga uccisi solo in guerra o solo in un campo di concentramento, si viene ammazzati anche nel bel mezzo del tempo di pace”.
Mi pare che vi sia un disegno per devastare il patrimonio dei valori intangibili presenti nel personale dei nostri Teatri d’Opera, che sono di rilevanza sociale in questo secolo maggiore che nel passato.
Penso che continuerò nel mio impegno professionale e di servizio nel campo dell’Opera anche se devo lasciare questo amato Teatro. Ne sono dispiaciuto. Avrei voluto lasciarlo - come farà a Vienna il mio amico Holländer - con una festa nel Teatro, con invitati artisti famosi conosciuti durante i miei quasi 50 anni di lavoro e con le diverse categorie stabili che costituiscono la forza e la qualità di un Teatro.
Ringrazio tutto il personale del Teatro, anche coloro che hanno collaborato per il “tanto peggio tanto meglio” per interesse personale, ringrazio i direttori artistici - M° Gianni Tangucci, M° Mauro Trombetta e M° Nicola Sani - che hanno lavorato con me negli anni della mia Sovrintendenza;ringrazio il M° Gianluigi Gelmetti, per gli anni in cui ha positivamente collaborato in questo Teatro quale Direttore Musicale; Carla Fracci, che ha dato rilievo internazionale al Corpo di Ballo ed il M° Andrea Giorgi, che ha fatto crescere il livello artistico del Coro. Tra i tanti messaggi ricevuti, voglio ricordare quello di Franco Zeffirelli per le sue parole che testimoniano apprezzamento professionale ed amicizia sincera.
Ringrazio quanti tra voi hanno seguito in questi anni, con scrupolo professionale, l’attività del Teatro ed il mio lavoro, in particolare.
Auguro all’Opera di Roma, per la sua storia e per il suo presente, di superare anche questo suo particolare momento di crisi, creato unicamente per gli anni 2008 e 2009 dai tagli del FUS a programmazioni già regolarmente avviate.
Auguro al Sindaco-Commissario di riuscire a mantenere fede al suo impegno per una ulteriore crescita dell’Opera di Roma; impegno che non è riuscito a mantenere come Sindaco-Presidente malgrado un valido Consiglio di Amministrazione che sarebbe scaduto a metà del 2010 ed un esperto Sovrintendente.
Esprimo la speranza che non sia la politica a guidare i nostri Teatri d’Opera ma si facciano scelte per Organi e dirigenti con adeguate esperienze professionali.
Francesco Ernani
Comunicato Stampa