A cinque anni dalla scomparsa, gli Amici della Musica di Firenze rendono omaggio al Luciano Berio, con un concerto che ha preceduto l’apertura del congresso internazionale dedicato al musicista ligure, organizzato dall’Accademia Chigiana di Siena. Sul palco del teatro fiorentino tre interpreti del calibro di Monica Bacelli, Andrea Lucchesini e Michele Marasco, assieme ai membri di Tempo Reale, il centro fondato da Luciano Berio nel 1987 e attivo nel campo delle nuove tecnologie musicali.
La prima parte del programma ha visto il pianista Andrea Lucchesini quale sensibile interprete di tre degli Studi per pianoforte di Debussy e della sonata per pianoforte di Berio, tenuta a battesimo dallo stesso Lucchesini, a Zurigo, nel 2001. Un’interpretazione davvero maiuscola la sua, sia per spolvero tecnico, sia, soprattutto, per la profondità d’interpretazione. Una lettura, quella del pianista montecatinese, tutta volta a sottolineare la latente liricità di questa pagina, grazie ad una magistrale controllo delle dinamiche e dell’articolazione che gli permette di creare un mondo sonoro dall’ostinato ribattuto che per tutta la durata della sonata stempera nella cantabilità le intrinseche dissonanze della musica.
Ancora Debussy in apertura della seconda parte del programma, con una sognante esecuzione di Syrinx per il flauto da parte Michele Marasco interprete anche della Sequenza I di Berio. Scritta nel 1958, per Severino Gazzelloni, inaugura la serie delle quattordici sequenze dedicate all’esplorazione delle possibilità tecniche ed espressive di voci e strumenti e della quale Marasco si è confermato interprete pregevolissimo, brillando per spolvero tecnico.
Monica Bacelli è stata la protagonista della parte conclusiva del concerto, aperta dalle Trois chansons de Bilitis di Debussy. Raffinatissima la lettura che Monica Bacelli ha dato di questi tre piccoli gioielli, grazie ad un fraseggio da vera fuoriclasse e ad un’intesa musicale con Andrea Lucchesini talmente perfetta che speriamo che questo primo incontro porti ulteriori frutti.
L’ultimo brano in programma, Altra voce, costituiva uno dei motivi di maggiore interesse di questa serata. Composto nel 1999 e mai eseguito a Firenze, Altra voce fu pensato appositamente per la voce di Monica Bacelli e quindi il pubblico fiorentino ha avuto il raro privilegio di ascoltare un brano creato dall’interprete per il quale fu composto. Assieme a lei Michele Marasco ed i live electronics di Tempo Reale. Splendida la prova dei due interpreti per questo brano, definito da Berio stesso “un duetto d’amore virtuale” vede protagonisti il flauto e la voce del mezzosoprano che vengono campionati in tempo reale per creare un complesso gioco di spazializzazione tridimensionale e di intrecci polifonici.
Edoardo Saccenti