WOW!!
L’esclamazione esce spontanea quando la grande orchestra del MMF, schierata sul palco del Comunale, attacca l’ Ouverture da Wonderful Town diretta, con gesto sintetico e incisivo e movenze da ballerino, da un bell’uomo di colore con una fluida giacca nera.
Wow! E l’amata, ma solitamente compassata, orchestra mette le ali, e diventa gioiosa e brillante, leggera e frizzante e siamo in America., ci sono le trombe con le sordine e i contrabbassi frenetici, il rombo sordo della grande città si intravede sotto un disegno di archi sfuggenti, di percussioni trattenute. Wayne Marshall dirige attento la bella e accattivante Ouverture per Wonderful Town, il musical di Lenny Bernstein, e scalda il serio e contegnoso pubblico, lo ammorbidisce e lo prepara per l’atteso Gershwin, per quella Rapsodia in Blue che strappa sorrisi anche al più integralista tra gli appassionati di sinfonica. Dirige seduto al piano, Marshall, seduto in punta di sgabello e alzandosi spesso. Dirige suonando lui stesso e la sua lettura della Rapsodia è jazzistica, con improvvise variazioni e a tratti spigolosa, secca. Ma c’è il disegno iniziale del clarino e le pause gonfie, c’è la voce di un violino solista che si leva dal pavimento di archi, con le trombe sornione a fare da contrappunto, che ci ricordano che anche questa è “musica seria”.
E poi il canto, limpido e sognante, con i gravi scuri e quasi immorali nella loro sensualità, di Alda Caiello ci porta nelle Antille, con le Cinco Canciones Negras di Xavier Montsalvatge, il musicista catalano che nel 1945 scrisse questi cinque brani con Cuba per soggetto e le sue atmosfere sfrontate, irriverenti e sensuali a ritmo di calipso e habanera. Bellissima l’avvolgente ninna nanna Canciòn de cuna para dormir a un negrito. I Chichester Psalms, composizione di grande suggestione, vedono sul palco la presenza del coro imponente e sfarzoso, la voce estatica e asessuata di un controtenore. Commissionati a Bernstein dalla cattedrale di Chichester questa composizione si rivela pregna di una spiritualità assai terrena e a tratti rovente e carnale, con il gran volume del coro in contrasto con i solisti e con l’angelico timbro di Alessandro Carmignani.
Si chiude il viaggio nelle Americhe con la presenza di Aaron Copland e del suo esotico El Salon Mexico, brano ricco di atmosfere brillanti e che porta il nome di una balera di Città del Messico. I colori locali risultano filtrati attraverso l’orecchio americano di Copland – ricordiamo il suo Premio Oscar per la colonna sonora di L’ereditiera nel ’49 - che li rende brillanti ma soffusi di malinconia. E si placa l’orchestra del MMF, e Marshall ripone la bacchetta. Si torna all’usata serietà. WOW!… Mr Marshall!
Bernstein - A Wonderful Town, Ouverture (1952-53)
Gershwin - Rhapsody in Blue (1923 – 24)
per pianoforte e orchestra
Montsalvatge – Cinco Canciones Negras (1945)
Per voce e orchestra
Cuba dentro de un piano
Punto de Habanera
Chévere
Canciòn de cuna para dormir a un negrito
Canto negro
Alda Caiello – soprano
Bernstein - Chichester Psalms (1965)
Per soli, coro e orchestra
Maestoso ma energico. Allegro molto.
Andante con moto ma tranquillo. Allegro feroce
Prelude. Sostenuto molto. Peacefully flowing
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Alessandro Carmignani controtenore
Gabriella Cecchi soprano
Margherita Puliga contralto
Carlo Messeri tenore
Alessandro Luongo basso
Copland - El Salon Mexico (1934-36)
Marilisa Lazzari