

Mercoledì 19 settembre, hanno avuto luogo nelle Pieve di Iseo (BS) i funerali del tenore Franco Ghitti, stroncato da infarto martedì scorso mentre si trovava nella sua abitazione.
Aveva 75 anni e lascia la moglie e un figlio.
Due anni fa la sua città gli aveva dedicata una bellissima mostra ricordo, alla quale il tenore bresciano era intervenuto intervistato dal musicologo Daniele Rubboli che ha ripercorso la sua carriera dal 1954 agli Anni Settanta, dal Metropolitan di New York alla Scala di Milano, dalle produzioni operistiche della RAI alle stagioni della miglior provincia italiana.
"Franco Ghitti, tenore dalla vocalità lirica pura - disse in quella occasione Daniele Rubboli biografo di grandi voci da Giuseppe Lugo a Pavarotti - ha percorso una invidiabile carriera al fianco di grandi primedonne come la Olivero, la Scotto, la Caballè, la Nilsson, la Moffo e la Freni, riuscendo a entrare in teatro proprio quando ne usciva il mitico Beniamino Gigli, ritagliandosi una presenza ben definita pur avendo come colleghi e concorrenti Franco Corelli, Mario Del Monaco, Carlo Bergonzi, Alfredo Kraus, Gianni Raimondi, Giuseppe Di Stefano ".
Franco Ghitti ha inoltre legato il proprio nome a moltissime "prime" di opere del '900, alcune delle quali in cartellone al Festival delle Novità di Bergamo che tentava di proporre i giovani compositori degli Anni Sessanta.
Dedicatosi poi con grande successo all'insegnamento, Franco Ghitti è stato per anni docente al Conservatorio di Venezia e quindi a quello di Brescia.
Tra i suoi allievi oggi in emergente carriera l'ottimo basso bergamasco Andrea Patucelli e il baritono bresciano Ivan Inverardi.