Nell'incantevole, misterioso giardino “a la veneta” di Villa Bussandri ha avuto luogo, venerdì 22 luglio scorso, il secondo atto di un percorso non solo musicale dedicato alla riscoperta della figura di Oscar Chilesotti, il primo musicologo italiano a riscoprire, nella seconda metà dell'Ottocento, il repertorio antico ed a promuoverne la diffusione.
Il liuto e la lira, suggestivo titolo della serata, deriva da una delle carducciane Odi barbare, invero brutta ma al contempo testimone del risvegliarsi dell'amore per una musica che si credeva perduta all'ascolto e della quale vi erano quasi esclusivamente, e paradossalmente, rappresentazioni pittoriche. Chi non ricorda i malinconici trovatori di Francesco Hayez?
Carducci fu ispirato dalla vista di Margherita di Savoia, patrona della musica “arcaica” colta nell' atto di pizzicare le corde di un liuto, e cantò le lodi dei suoni antichi , paragonando la sovrana alla Laura del Petrarca, fonte d'ispirazione ed amore.
Sulle ali della narrazione, leggera nella forma ma al contempo densa di contenuti , dello straordinario Luca Scarlini, che ha profuso a piene mani aneddoti e nozioni più squisitamente musicologiche, i madrigali solarmente apollinei di Luca Marenzio su testi di Petrarca, quelli più soffertamente meditativi di Vincenzo Galilei, per arrivare ai Balletti di Giovanni Giacomo Gastoldi, autentici atti unici ispirati alla Commedia dell'Arte.
Ottima, come lo fu lo scorso anno, l'esecuzione musicale, affidata al delicato liuto ed al sontuoso arciliuto di Pierluigi Polato, interprete rigoroso ed insieme sensibilissimo, ed alle impeccabili voci del soprano Paola Crema e del tenore Gian Luca Zoccatelli, che sempre più si vanno affermando come specialisti del repertorio antico.
Grandissimo successo di pubblico in un'atmosfera davvero fuori dal tempo e dallo spazio.
Alessandro Cammarano