Nella speciale cornice della Basilica di San Nicola, ha avuto luogo l’inaugurazione dell’Ottava Stagione concertistica dell’EurOrchestra da camera di Bari. Il Requiem di Mozart la pagina musicale eseguita.
Ci vogliamo porre al di si sopra delle contraddizioni e delle polemiche che si scatenano sulla reale paternità di questo lavoro attribuito al genio salisburghese, perché mercoledì 21 novembre, abbiamo assistito al potere di seduzione che questa musica possiede. Abbiamo sorriso interiormente, apprezzando il silenzio composto del pubblico che ha colmato le navate, completamente rapito e rispettoso. Sull’esecuzione luci e ombre.
Alla bacchetta c’era Peter Tiboris, direttore americano di origine greca. La sua direzione è stata convincente anche se, in alcuni momenti ci è parso che l’orchestra non possedesse la giusta amalgama. Onestamente imputiamo le imperfezioni più all’inesperienza dei musicisti che a Tiboris, molto sollecito invece nel sottolineare i chiaroscuri della partitura.
Buona invece la prova del coro per intonazione e espressione, meno precisa in alcuni momenti la dizione, ma non in maniera tale da compromettere la comprensione del testo.
Tra i solisti, il soprano Maria Grazia Pani - dotata di una voce calda ed espressiva - ci è parso più in forma dei suoi colleghi.
Il mezzosoprano Giulia Calfapietro possiede un bel timbro, ma ci pare che l’emissione risenta ormai del corso del tempo.
La voce di Sergio Panajia, è molto bella, ma nel registro acuto si strozza inspiegabilmente. Se del tenore sottolineiamo un fastidio nel registro acuto, le pecche del basso Antonio Stragapede, sono tutte nei gravi, dove la voce non è mai perfettamente a fuoco.
Al termine dell’esecuzione, applausi per tutti e richieste di bis sfociate poi nella riproposta del Sanctus.
Luciana Solazzo